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RAFFAELLO GLOBETROTTER

 

 

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Francoforte e Torino. Prosegue fino al 2 febbraio allo Städel Museum la mostra sul «Ritratto di papa Giulio II», eseguito da Raffaello fra il giugno 1511 e il marzo 1512: la versione acquistata dal museo tedesco nel 2010 è affiancata a quella raffaellesca degli Uffizi e alla copia di Tiziano della Galleria Palatina di Firenze, mentre la tela della National Gallery di Londra, ritenuta dagli anni Sessanta del Novecento la prima realizzata da Raffaello e inamovibile per motivi di conservazione, è presente in riproduzione digitale a grandezza naturale. Il ritratto di Giulio II della Rovere (1443-1513) è divenuto un archetipo del ritratto pontificio, un topos artistico a cui tutti i successivi ritratti di papi dal primo Cinquecento in poi hanno fatto riferimento, a partire da Tiziano che non solo vi si ispirò per il «Ritratto di Paolo III Farnese con i nipoti» ma ne realizzò una sua versione nel 1545. La mostra, curata da Jochen Sander dello Städel Museum e da Jürg Meyer zur Capellen, dell’Università di Münster, autore del più aggiornato catalogo ragionato dell’opera di Raffaello, fornisce anche la documentazione filologica e tecnico-scientifica più avanzata a dimostrazione dei legami stilistici, temporali, figurativi e chimici, in particolare nelle due opere raffaellesche esposte in mostra, di fatto coeve. Come spiega Jochen Sander,i pentimenti evidenziati, le modalità del disegno preparatorio e della pennellata, rintracciabili con chiarezza nella «Madonna Sistina» e nella «Madonna di Foligno», indicano come nel dipinto oggi a Francoforte la mano di Raffaello sia fortemente predominante sull’intervento della bottega. Giunge invece dall’Ermitage di San Pietroburgo la «Sacra Famiglia con san Giuseppe senza barba» di Raffaello esposta fino al 23 febbraio nel Palazzo Madama di Torino. Dipinta nel 1506-07 e realizzata per Guidobaldo da Montefeltro, duca di Urbino, la tela arrivò in Russia nel 1772, per acquisto dell’imperatrice Caterina II. «In cambio», viene esposto nel museo russo il «Ritratto d’uomo» di Antonello da Messina appartenente alle raccolte di Palazzo Madama.

 

 

 

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MILANO, NATALE 2013: MUSEI E MOSTRE APERTE.

La vigilia di Natale (24 dicembre 2013) e i giorni di Natale, Santo Stefano, San Silvestro, Capodanno e l’Epifania tutte le sedi espositive milanesi rimangono aperte: non solo Palazzo Reale – con le mostre dedicate a KandinskijPollock e gli IrascibiliRodinWarhol e “Il volto del 900” – e il PAC, che ospita la personale di Adrian Paci; ma anche la sede “straordinaria” di Palazzo Marino, che accoglie in Sala Alessi la Madonna di Foligno di Raffaello, e la Fabbrica del Vapore che ha allestito nella sua Cattedrale lo spettacolo multimediale in 3D dedicato all’arte di Van Gogh.
Negli stessi giorni, inoltre, si potrà visitare la mostra-focus dedicata a Pellizza da Volpedo e al Quarto Stato, inserita nel percorso del Museo del Novecento, o il percorso esperienziale di “Brain” allestito nelle sale del Museo di Storia Naturale: entrambi i Musei, infatti, sono aperti durante tutte le festività.
Così come aperte restano le sale di Palazzo Morando | Costume, Moda, Immagine, che ospita quattro mostre: una dedicata a Coco Chanel nei ritratti di Marion Pike, un’altra, fotografica, che racconta la “Milano tra le due guerre” e i suoi Navigli; una terza che ripercorre la storia della maschera dal Cinquecento ai giorni nostri; e un’ultima dal titolo “Veni, vidi, Verdi”che rappresenta in un percorso di videoinstallazioni quella “donna mobile” protagonista delle opere verdiane.