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ENZO PELLEGRINI, SEGNI.

GENOVA. PITTORI FIORENTINI A PALAZZO SPINOLA: DIPINTI DEL PRIMO ‘500.

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La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola prosegue l’attività di approfondimento del proprio patrimonio e della cultura artistica che documenta, presentando per la prima volta dopo il restauro, eseguito dal laboratorio di Nino Silvestri, cinque tavole di Continua a leggere GENOVA. PITTORI FIORENTINI A PALAZZO SPINOLA: DIPINTI DEL PRIMO ‘500.

GENOVA. LE INCREDIBILI MACCHINE DI LEONARDO.

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Prorogata fino al 29 giugno 2014

Riapre – dopo il grande successo registrato in primavera quando è stata visitabile fino al 30 giugno – la mostra dedicata al genio universale di Leonardo e, in particolare, alle Continua a leggere GENOVA. LE INCREDIBILI MACCHINE DI LEONARDO.

EDVARD MUNCH, GENOVA.

 

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Nel 150esimo anniversario della sua nascita, Edvard Munch è celebrato in tutto il mondo.
L’Italia rende omaggio al sublime artista norvegese con un’imperdibile retrospettiva che si terrà a Palazzo Ducale di Genova dal prossimo novembre.
Curata da Marc Restellini, direttore della Pinacotheque de Paris, che nel 2010 dedicò al maestro norvegese una straordinaria esposizione visitata da oltre 600.000 persone, la mostra è promossa dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, ed è prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, già partners di Palazzo Ducale nello scorso autunno per la mostra “Mirò!Poesia e Luce”.
“Realizzare questa mostra proprio nell’anno delle celebrazioni e con le enormi difficoltà legate ai prestiti di Munch è stato un miracolo.” – dichiarano gli organizzatori – “La scommessa è stata altissima, ma vedremo opere straordinarie, concesse dai più importanti collezionisti di Munch”. Il percorso espositivo racconterà tutta l’evoluzione artistica di Munch con oltre 120 opere.
Per questo motivo l’esposizione di Palazzo Ducale è allo stesso tempo rappresentativa del percorso artistico ed esistenziale di Munch, ma anche testimonianza del passaggio da un naturalismo di stampo impressionistico a una pittura nuova e audace che contribuisce in maniera determinante a sconvolgere tutta l’arte del XX secolo. “La mostra racconta – continua Restellini – un Munch artista che potremmo in qualche modo considerare il contrario di tutto ciò che esisteva fino ad allora. Munch si oppone deliberatamente a ciò che vede e conosce. In una logica quasi anarchica, si mette in contrasto con l’impressionismo, il simbolismo, il naturalismo per inventarsi una forma di espressione artistica in rivolta contro tutto ciò che sin dalla sua infanzia gli è stato presentato come regola sociale”.
“È sorprendente scorgere così presto nella storia dell’arte moderna un artista capace di staccarsi da tutte le convenzioni alle quali ci avevano abituati gli artisti e i movimenti precedenti; ed è prodigioso notare sin dagli anni Ottanta dell’Ottocento come Munch si accanisca sugli strati di colore, vederlo letteralmente solcare la superficie pittorica o lasciare le sue tele esposte alla pioggia e alla neve, trasferire fotografie e fotogrammi di film muti all’interno dei suoi dipinti e dei suoi lavori grafici. Stupefacente è anche l’audacia con cui sopprime i confini tra i supporti e le tecniche, nelle sue incisioni, sculture e fotografie, come nei suoi quadri, collage e film. Munch s’iscrive nella linea di William Turner e di Gustave Courbet, è l’anello mancante della catena che unisce artisti come Pablo Picasso, Georges Braque, Jean Dubuffet e Jackson Pollock nella storia del modernismo. Autentico innovatore per quanto riguarda l’apporto della cinetica all’arte, egli fu anche un modello in termini di avanguardia e di rottura con i modelli precedenti” conclude il curatore.

“La natura è l’opposto dell’arte. Un’opera d’arte proviene direttamente dall’interiorità dell’uomo. (…) La Natura è il mezzo, non il fine. Se è necessario raggiungere qualcosa cambiando la natura, bisogna farlo. (…) L’arte è il sangue del cuore umano”. Edvard Munch (1863-1944)