GENOVA. PITTORI FIORENTINI A PALAZZO SPINOLA: DIPINTI DEL PRIMO ‘500.

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La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola prosegue l’attività di approfondimento del proprio patrimonio e della cultura artistica che documenta, presentando per la prima volta dopo il restauro, eseguito dal laboratorio di Nino Silvestri, cinque tavole di significativi pittori fiorentini attivi all’inizio del Cinquecento.
Sviluppando un’idea del conservatore della Galleria Gianluca Zanelli, curatore della mostra insieme ad Andrea Muzzi, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, l’esposizione si prefigge di isolare un nucleo di opere omogeneamente frutto della scuola pittorica fiorentina dei primi decenni del XVI secolo, momento di altissimo livello grazie a grandi maestri del Rinascimento toscano, inventori di quella “Maniera nuova” che avrebbe indiscutibilmente cambiato il modo di fare arte. Vengono dunque presentate opere della Galleria che si devono al pennello di Fra Bartolomeo, Domenico Puligo, Francesco Granacci, Pierfrancesco di Jacopo Foschi, alcuni dei quali furono significativi interpreti dello stile di Andrea del Sarto, cui non a caso le tavole erano storicamente attribuite, ne furono i principali interpreti e divulgatori.
Che un così significativo nucleo di tavole fiorentine di primo Cinquecento sia presente tra le innumerevoli opere che decorano i salotti di Palazzo Spinola di Pellicceria, testimonia come il ricco mercato collezionistico e il gusto aggiornato dei committenti genovesi avessero favorito, già almeno dalla seconda metà del XVI secolo, la circolazione di opere d’arte di provenienza toscana, e fiorentina in particolare, destinate alle dimore private, ma anche, all’inizio dello stesso secolo, ad alcune chiese cittadine.
Si evidenziano così, con l’esposizione isolata di questo nucleo di tavole, i diversi fondamentali aspetti che questa presenza ha significato, sia nel collezionismo che come aggiornamento artistico, evidenziando un legame tra Genova e Firenze, in un momento così cruciale e significativo, forse finora non largamente indagato e reso noto al pubblico.
Le opere, presentate in questa occasione dopo il restauro curato da Nino Silvestri e finanziato dal MIBACT, documentano ancora oggi in modo efficace la presenza nelle celebri quadrerie genovesi, per la maggior parte andate disperse, di raffinati dipinti fiorentini cinquecenteschi, un fenomeno che la mostra vuole rievocare e rivalutare presentando le proprie opere come raro documento conservato.
E’ il caso della stupenda tavola raffigurante l’Incontro di san Giovannino con la Sacra Famiglia in Egitto di Francesco Granacci (Villamagna di Bagno a Ripoli, Firenze, 1469/1470 – Firenze, 1543), allievo di Domenico Ghirlandaio e amico di Michelangelo, con il quale mantenne sino alla fine della propria vita profondi rapporti documentati dalle lettere del Buonarroti. La tavola è una rielaborazione di quella conservata a Dublino (National Gallery of Ireland) e appartiene alla famiglia Spinola almeno dagli ultimi decenni del Settecento, quanto venne ricordata come opera di Andrea del Sarto. Grazie alla pulitura, l’opera ha svelato la sua notevole qualità esecutiva, con una pittura fluida ed elegante impreziosita da una ricercata tavolozza cromatica.
Ricordata nel palazzo sin dal 1780 con l’attribuzione sempre ad Andrea del Sarto è anche la Madonna con il Bambino e san Giovannino, in cui un ignoto maestro fiorentino, vicino ai modi del pittore Jacopo di Giovanni di Francesco detto Jacone (Firenze, 1595-1554), allievo di Andrea del Sarto e poi seguace del Pontormo, ha riproposto le pose ardite e le suggestive torsioni che caratterizzano la Madonna con il Bambino e san Giovannino realizzata da Andrea del Sarto per il fiorentino Giovanni Gaddi intorno al 1515 e oggi conservata presso la Galleria Borghese a Roma.
Documentata dall’inizio dell’Ottocento nel palazzo di Pellicceria con un’attribuzione a Perino del Vaga è infine l’inedita Madonna con il Bambino e due angeli di Domenico Puligo (Firenze, 1492 – 1527), artista formatosi nella bottega di Ridolfo del Ghirlandaio e poi divenuto stretto seguace di Andrea del Sarto, suo mentore e amico. Un’opera dai toni soffusi e intimi, tipici di questo raffinato pittore, il quale ripropose la stessa composizione in una tavola acquistata nel 1990 dal Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford (Connecticut).
A queste testimonianze, conservate nel palazzo degli Spinola almeno dalla fine del XVIII secolo, sono state accostate una Madonna con il Bambino e san Giovannino realizzata da Pierfrancesco di Jacopo Foschi (Firenze, 1502 – 1567), replica della Sacra Famiglia con san Giovannino dipinta da Andrea del Sarto per Zanobi di Giovambattista Bracci (Firenze, Galleria Palatina) – celeberrima composizione riproposta da Foschi anche in un’ulteriore tavola conservata a Budapest, segno del grande apprezzamento ottenuto dall’opera sartesca -, nonché una piccola tavola, concepita per una devozione privata, raffigurante Noli me tangere, attribuita a Fra Bartolomeo (Firenze 1473 – Pian del Mugnone, Fiesole 1517) da Andrea Muzzi. Si tratta di due opere appartenute a collezioni private, passate sul mercato antiquario genovese tra gli anni Cinquanta e Sessanta ed entrambe destinate alla volta degli Stati Uniti, ma acquistate per prelazione dallo Stato per essere poi destinate alla allora nascente Galleria Nazionale della Liguria.

Informazioni Evento:

Data Inizio:11 ottobre 2013
Data Fine: 23 marzo 2014
Costo del biglietto: 4,00 euro
Luogo: Genova, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Orario: martedì – sabato 8.30 – 19.30 – domenica e festivi 13.30 – 19.30 – lunedì chiuso
Telefono: 010.2705300
E-mail: palazzospinola@beniculturali.it
Sito web: http://www.palazzospinola.it
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