L’inno ai colori di Antonio Iacobelli

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Le sue foto sono un inno ai colori: alla loro potenza, al loro potere, alla loro magia. Parliamo di Antonio Iacobelli, biologo con la passione per la fotografia, il quale ha utilizzato diverse tonalità in tutti i modi possibili. E i risultati sono sorprendenti.

http://www.flickr.com/photos/jacoboson/

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“Toon bombing”: gli oggetti della città di Toronto diventano cartoni!

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Toon bombing“: un’esplosione di cartoni si è abbattuta sulla città di Toronto, in Canada, grazie all’artista Aiden Glenn del gruppo creativo “Pizza and Pixels“. Il processo è semplice: gli oggetti trovati per strada, i pali della luce, le cassette della posta, le macchine, le porte, sono diventati improvvisamente esserini animati grazie ai disegni/installazioni che Glenn ha brillantemente realizzato. L’obiettivo era rendere la città un luogo può divertente e vivibile…ed è stato raggiunto!

http://pizzaandpixels.tumblr.com/

 

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ROMA. MODIGLIANI, SOUTINE E GLI ARTISTI MALEDETTI.

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Dopo il grande successo alla Pinacothèque de Paris e al Palazzo Reale di Milano, la mostra “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter”, a cura di Marc Restellini, giunge a Roma. Per la prima volta si possono ammirare i capolavori appartenenti alla ricca collezione di Jonas Netter (1867 – 1946), acuto riconoscitore di talenti. La mostra presenta oltre 120 opere di straordinaria bellezza oltre a Modigliani, anche Soutine, Utrillo, Suzanne Valadon, Kisling e altri artisti che vissero e dipinsero a Montparnasse agli inizi del Novecento durante i cosiddetti “anni folli”, in cui il noto quartiere parigino divenne centro culturale di avanguardia e luogo di incontro di artisti e intellettuali. In questo turbine di cambiamenti e trasformazioni, Jonas Netter ricoprì indubbiamente un ruolo fondamentale.
Il percorso espositivo mette a confronto i capolavori acquistati nell’arco della sua vita dal collezionista , che, affascinato dall’arte e dalla pittura, diventò un amateur illuminato, grazie all’incontro col mercante d’arte e poeta polacco Léopold Zborowski, che gli suggerì opere di artisti non famosi ma che Netter, che di mestiere faceva il rappresentante, poteva permettersi di acquistare.
Grazie a lui Netter entrò in contatto con questi grandi artisti, la cui produzione lo affascinò e lo spinse a comprare dal mercante molti dei loro lavori.Di tutti i pittori con cui venne in contatto, il collezionista alsaziano rimase maggiormente colpito dall’arte del giovane livornese e fu tra i primi ad acquistare le sue opere. Di Modigliani Netter ammirò l’originalità del genio creativo, amò profondamente i suoi volti femminili stilizzati su lunghi colli affusolati, come Elvire con colletto bianco (Elvire con collettino) del 1918 e Fanciulla in abito giallo (Ritratto di giovane donna con collettino) del 1917, entrambi esposti insieme a Ritratto di Zborowski (1916) e Ritratto di Soutine, questo realizzato nel 1916 dopo l’incontro tra i due artisti che strinsero una solida amicizia, al punto che fu proprio Modigliani a presentare Soutine a Netter. Di quest’ultimo sono esposti in mostra oltre venti olii, tra cui Uomo con cappello, Scalinata rossa a Cagnes e La pazza.
Allo stesso modo Netter scoprì i quadri del “periodo bianco” di Utrillo, soprattutto vedute, tra le quali Piazza della chiesa a Montmagny, Chiesa di periferia e Rue Muller a Montmartre, tutte esposte in mostra. Netter decise di proteggere questo eterno fanciullo disincantato innamorato della madre, Suzanne Valadon, valente e originale pittrice, anche lei presente in mostra, con opere come Ketty nuda mentre si stiracchia e Chiesa di Neyron. Non si deve dimenticare, infine, che anche se oggi consideriamo queste opere capolavori assoluti dell’arte, non era assolutamente così per i contemporanei di Netter, che dunque ebbe un’ intuizione artistica ancor più rivoluzionaria.

Data Inizio:14 novembre 2013
Data Fine: 06 aprile 2014
Costo del biglietto: 13.00 euro
Luogo: Roma, Museo di Palazzo Cipolla
Orario: Lunedì: 14-30-20.00 Martedì – domenica: 10.00-20.00 Il servizio di biglietteria termina un’ora prima
Telefono: 06/98373328
Sito web: http://www.mostramodigliani.it

 

FIRENZE. GIORGIO VASARI E L’ALLEGORIA DELLA PAZIENZA.

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La Galleria Palatina organizza una mostra incentrata su uno dei più significativi dipinti delle collezioni medicee, l’Allegoria della Pazienza, oggi conservata nella Sala di Prometeo, ed appartenuta al cardinale Leopoldo de’ Medici. L’opera, assegnata al Parmigianino negli inventari di Palazzo Pitti, catalogata nelle prime guide del museo sotto il nome di Francesco Salviati, attribuita poi a Girolamo Siciolante da Federico Zeri ed oggi riconosciuta come frutto di collaborazione tra Giorgio Vasari e lo spagnolo Gaspar Becerra, ha una storia collezionistica complessa, che coinvolge alcuni importanti personaggi legati alla corte di Cosimo I e allo stesso Giorgio Vasari.
Fu infatti Bernardetto Minerbetti, vescovo di Arezzo e ambasciatore di Cosimo I, nonché fine uomo di lettere, patrono dell’Accademia degli Umidi, a chiedere all’aretino, poco dopo il 1550, un dipinto che rappresentasse in modo nuovo ed emblematico la virtù principale del suo carattere, ovvero l’arte della Pazienza. Vasari accetterà, proponendo al suo committente un’invenzione ispirata alla statuaria antica, arricchita da un raffinato repertorio simbolico allusivo al tempo e alla vita umana. E così prende corpo l’invenzione di una giovane donna avvinta da una catena ad una roccia, attende pazientemente che dal vaso ad acqua sgorghino le gocce necessarie a corrodere la pietra restituendole la libertà. Questa immagine, erudita e coltissima, avrebbe raccolto un grande successo ben oltre i confini di Firenze, giungendo ben presto alla corte ferrarese di Ercole II d’Este, che non esitò a ricavarne la sua ‘impresa’. A pochi anni dal dipinto per Minerbetti, il duca Ercole II d’Este commissionò infatti una nuova versione della Pazienza a Camillo Filippi, per destinarla alla cosiddetta “Camera della Pazienza”, nella torre di Santa Caterina del castello ferrarese. Il duca fece introdurre la stessa personificazione anche nel verso di una celebre medaglia coniata da Pompeo Leoni nel 1554, sul basamento di un suo busto scolpito da Prospero Sogari Spani e in una serie di monete coniate dalla zecca di Ferrara.
Ma perché l’invenzione vasariana ebbe tanto successo? E perché la virtù della Pazienza era considerata così importante nell’arte e nella letteratura del pieno Rinascimento?
La mostra, a cura di Anna Bisceglia così come il catalogo edito sa Sillabe, indaga su questi aspetti seguendo il filo delle committenze, le fonti letterarie, i percorsi degli artisti, sullo sfondo complesso e affascinante dell’Italia delle corti. Accanto all’Allegoria della Pazienza figura la versione dello stesso tema eseguita da Camillo e Sebastiano Filippi e conservata presso la Galleria Estense di Mantova (1553-54), da cui proviene anche il busto di Ercole II scolpito da Prospero Sugari, detto il Clemente (1554), sul cui basamento è effigiata la stessa virtù, e le medaglie di Pompeo Leoni sempre per il Duca (Firenze, Bargello, 1554 ca). Accanto a queste, ad illustrare il motivo iconografico nella sua complessa genesi, è prevista una grande tavola proveniente dall’Accademia di Venezia. Essa è parte di un soffitto a scomparti lignei eseguiti per la famiglia Corner nel 1542; inoltre la piccola tavoletta degli Uffizi, nota erroneamente come Artemisia che piange Mausolo, ma che deve riconoscersi invece come una Pazienza, alcuni disegni e incisioni del Gabinetto Disegni e stampe di Firenze e del Cabinet del Dessins du Louvre.

Data Inizio:26 novembre 2013
Data Fine: 09 febbraio 2014
Costo del biglietto: 13,00 euro; Riduzioni: 6,50 euro
Luogo: Firenze, Galleria Palatina, Palazzo Pitti
Orario: Martedì – Domenica ore 8.15 – 18.50; la biglietteria chiude alle 18.05 Chiuso il lunedì

ROMA. CLEOPATRA E L’INCANTESIMO DELL’EGITTO.

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Il Museo Egizio di Torino, i Musei Vaticani e i Musei Capitolini. Il Museo Nazionale Romano, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Egizio di Firenze. E ancora il British Museum di Londra, il Musée du Louvre di Parigi e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. I più importanti musei del mondo hanno unito le proprie forze, privandosi di pezzi prestigiosi per alcuni mesi, per realizzare una delle più suggestive e spettacolari mostre dell’anno.
Cleopatra torna a Roma dopo 13 anni: l’ultima esposizione rilevante dedicata alla Regina d’Egitto risale infatti al 2000, quando la Fondazione Memmo dedicò un omaggio a Cleopatra, registrando un record assoluto di visitatori per le mostre romane. Segno della passione e dell’entusiasmo che Cleopatra, ancora oggi, è capace di suscitare. A duemila anni dalla sua morte, lo charme e il carisma della regina egiziana rimangono intatti.
Prodotta da Arthemisia Group, leader ormai indiscusso nelle grandi mostre d’arte di successo, con DART Chiostro del Bramante e curata da Giovanni Gentili, già curatore della memorabile mostra su Giulio Cesare, la mostra “Cleopatra”, oltre a raccontarne la vita, per la prima volta approfondisce il rapporto tra Cleopatra e Roma, quando poco più che ventenne conquistò prima Giulio Cesare e poi Marco Antonio, aprendo di fatto la strada a quel rapporto tra potere e sesso che si ripeterà all’infinito nella storia della politica di tutto il mondo. Curiosa coincidenza (ma non troppo) la convivenza nella stessa città e nello stesso periodo della mostra su Augusto, acerrimo nemico di Cleopatra. Sembra che il destino li voglia vicini e nemici per l’eternità.
Tra i 180 capolavori esposti si segnalano, da non perdere: il ritratto di Cleopatra cosiddetto “Nahman”, esposto in Italia per la prima volta, uno straordinario ritratto di Ottavia, sposa di M. Antonio e sorella di Augusto rilavorato come Cleopatra – questo esposto per la prima volta al mondo – un ritratto della regina d’Egitto giovanissima, realizzato probabilmente quando salì al trono nel 51 a.C. e anch’esso esposto in prima mondiale, l’Alessandro Magno “Guimet” del Museo del Louvre, capolavoro della scultura ellenistica, uno straordinario bronzo inedito che ritrae Alessandro Sole, figlio di Cleopatra e Marco Antonio, e lo spettacolare ma quasi sconosciuto mosaico del Nilo, dal Museo di Priverno. Infine due regali per i visitatori: Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore di fama internazionale, racconterà la storia di Cleopatra svelandone i segreti, e l’audioguida della mostra sarà data in omaggio a tutti.

Il percorso espositivo è suddiviso in nove sezioni:
– Cleopatra. L’ultima regina d’Egitto
– La terra del Nilo
– I sovrani ellenistici
– Gli dei e il sacro nell’Egitto tolemaico
– Le arti; I protagonisti, le vicende
– Cleopatra e Roma. L’Egittomania
– Nuovi culti a Roma
– Roma conquistata: i nuovi faraoni

 

Data Inizio:12 ottobre 2013
Data Fine: 02 febbraio 2014
Luogo: Roma, Chiostro del Bramante
Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
Telefono: 06.68809035-36
Fax: 06.68213516 
E-mail: direzione@chiostrodelbramante.it 
Sito web: http://chiostrodelbramante.it

ROMA. MOSTRI, CREATURE FANTASTICHE DELLA PAURA E DEL MITO.

 

 

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Con “Mostri. Creature fantastiche della paura e del mito”, torna una grande mostra al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, dopo il percorso di rinnovamento degli allestimenti delle collezioni permanenti perseguito negli ultimi anni. L’esposizione, attraverso più di cento reperti archeologici, indaga i miti della tradizione classica che hanno influenzato l’arte moderna e contemporanea, e il cinema in particolar modo.
In continuità con l’evento del 2011, intitolato “Usciamo a riveder le stelle”, sul tema della scultura ideale raffigurante gli dei e gli eroi, quest’anno si approfondisce l’aspetto complementare: per ogni eroe c’è sempre un mostro da affrontare, simbolo dei lati oscuri dell’animo umano.
L’allestimento si ispira a un labirinto, la forma più antica del viaggio iniziatico che ogni eroe deve affrontare per accedere a una consapevolezza superiore.
Straordinari prestiti dai musei di tutto il mondo – Atene, Berlino, Basilea, Vienna, Los Angeles e New York – cui si aggiungono i prestigiosi reperti giunti da numerose collezioni di archeologia di musei italiani, consentono di restituire un ampio panorama dell’iconografia delle creature fantastiche presenti nelle culture antiche. Grifi, Chimere, Gorgoni, Centauri, Sirene, Satiri, Arpie, Sfinge, Minotauro, Tritone, Pegaso, Scilla e l’Idra di Lerna sono rappresentati su oggetti di tipologie diverse: sculture, terrecotte architettoniche, vasellame, armi, affreschi e mosaici di diversi ambiti culturali e cronologici, dall’Oriente alla Grecia al mondo etrusco, italico e romano.
L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in collaborazione con Electa, è curata da Rita Paris, direttore del Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, ed Elisabetta Setari.
I mostri degli antichi racconti, al pari degli dèi, costituiscono da sempre un termine di confronto per gli esseri umani, lungo un percorso che ha permesso all’uomo di costruire la propria identità.
Da questa riflessione prende spunto la mostra, che affronta per aree tematiche l’iconografia di ciascun tipo di creatura fantastica e ne illustra l’evoluzione nel corso del tempo.
A riprova dell’inesauribile fonte d’ispirazione rappresentata nel tempo da queste creature, insieme ai reperti archeologici sono esposte tre tele: di Alberto Savinio Creta, dalla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, il cui soggetto è un minotauro con testa di giraffa; lo splendido olio Medusa, di anonimo fiammingo della prima metà del XVII secolo proveniente dalla Galleria degli Uffizi, un tempo attribuito a Leonardo da Vinci, e, dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, la tela del Cavalier d’Arpino Perseo libera Andromeda, con una pregiata rappresentazione di Pegaso.

Titolo Mostri. Creature fantastiche della paura e del mito
Sede Roma, Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo Largo di Villa Peretti 1
Periodo 20 dicembre 2013 –1 giugno 2014
Orari dalle 9 alle 19.45. La biglietteria chiude un’ora prima. Il museo è chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio
Ingresso INTERO € 10,00 RIDOTTO € 6,50
Il biglietto consente l’accesso anche alle altre sedi del Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano Palazzo Altemps – Crypta Balbi) ed è valido 3 giorni
Infoline, prenotazioni e visite guidate tel. 39.06.3996770 http://www.coopculture.it
Informazioni http://archeoroma.beniculturali.it
http://www.electaweb.com
Catalogo Electa

“Be a Woman”: i ritratti di donna di Hanna Seweryn

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La poesia dell’essere donne: è questo il senso del progetto fotografico di Hanna Seweryn dal titolo “Be A Woman“. La serie ritrae la sagoma di una donna che, dietro uno schermo retroilluminato, compie semplici gesti come leggere un libro, pettinarsi i capelli, bere un the. Piccoli movimenti, atmosfera rarefatta, una sensazione generale di malinconia, di rilassatezza e di uno sguardo sul passato, grazie alle tonalità un po’ vintage degli scatti.

http://500px.com/hanus

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I paesaggi meditativi di Vassilis Tangoulis

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Paesaggi bianchi, immacolati, silenziosi, immortalati attraverso filtri a densità neutra per favorirne la profondità e la drammaticità. Sono questi i contenuti degli spettacolari scatti realizzati dal fotografo greco Vassilis Tangoulis, il cui intento è favorire la meditazione, l’armonia con la natura e l’evasione psicologica dalla pesantezza del presente. Potenti.

http://www.vassilistangoulis.com/gr/

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Post-Processing in Lightroom: Loch Leven Sunset

Flights. Camera. Satisfaction.


A new year, a new medium! I’ve decided to venture into the world of video, and thought it would be interesting to show you how I post-process my photos using Lightroom. It’s such a powerful tool and I’m still often surprised at how much detail it can find in seemingly dull images.

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