PARIGI, APRE IL GOOGLE CULTURAL LAB.

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Parigi. È nato il Google Cultural Lab. Il nuovo centro culturale dedicato alla creazione è stato inaugurato ieri dal gigante americano di internet in una dimora storica della rue de Londres, in un quartiere centrale della capitale. «Il Lab non è un museo virtuale, non è una galleria, né uno spazio di esposizione, ma un luogo di lavoro e un invito al mondo della cultura di cercare qui le soluzioni alternative rese possibili dalle nuove tecnologie», ha spiegato il suo direttore, Laurent Gaveau.

Il centro culturale parigino nasce direttamente dal progetto del Cultural Institute, una piattaforma su internet lanciata da Google nel 2012, sempre a Parigi, in collaborazione con 400 musei e istituzioni culturali nel mondo. Nei suoi 340 metri quadrati saranno organizzati dibattiti, laboratori e seminari sul tema della collaborazione tra cultura e tecnologia e saranno accolti (un po’ sul modello di Villa Medici a Roma) giovani artisti contemporanei che, per periodi di due o tre mesi, potranno sviluppare le loro idee collaborando con gli ingegneri di Google.
Il primo appuntamento sarà la rassegna «Donna artista, donna ingegnere, un’estetica della scarsità» sulle difficoltà che incontrano le donne nel mondo dell’ingegneria e dell’arte. Ma il lancio del centro, organizzato in pompa magna da Google, si è chiuso tra le polemiche. La ministra della Cultura, Aurélie Filippetti, ha deciso di boicottare l’evento annullando all’ultimo momento la sua partecipazione in nome delle numerose «divergenze» che da tempo oppongono Parigi e Google, in particolare in materia di fiscalità, protezione dei dati personali e diritti d’autore. «Nonostante la qualità del progetto dell’Istituto culturale, è stato spiegato dai collaboratori della Filippetti, la ministra non desidera farsi garante del gruppo». Nel pomeriggio Vint Cerf, vice presidente di Google e uno dei padri di internet, presente per inaugurare il centro culturale parigino, è intervenuto esprimendo la sua «profonda delusione» per l’assenza della Filippetti. Neanche il fatto che, sempre all’ultimo minuto, il Governo abbia deciso di inviare la ministra dell’Economia digitale, Fleur Pellerin, è servito ad alleggerire l’atmosfera.

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