L’opera grafica di Hans Hartung

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La mostra che l’Istituto Nazionale per la Grafica dedica all’opera grafica di Hans Hartung prende l’avvio dalla donazione della Fondazione Hartung-Bergman al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il corpus della donazione, che consta di 138 fogli, viene esposto nelle sale di Palazzo Poli, accanto ad alcuni dipinti e disegni, questi ultimi esposti per la prima volta, mettendo a fuoco la produzione grafica del maestro franco-tedesco e rendendo tangibile ed evidente il debito della pittura nei confronti della grafica. La parola chiave che costituisce la linea guida dell’esposizione romana è infatti Hartung, graveur peintre. La definizione ribalta la tradizionale connessione tra pittura e incisione ed è stata coniata da Rainer Michael Mason, uno degli interpreti più attenti dell’opera grafica di Hartung.

La produzione grafica, offre un ventaglio di soluzioni stilistiche e di processi esecutivi che solo apparentemente contraddicono il modo di operare spontaneo e veloce dell’artista…

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Nanni Balestrini. Mostra di opere della prima metà degli anni sessanta

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Mostra di opere della prima metà degli anni sessanta, in occasione della presentazione del libro d’artista Canzonetta di buon anno per le edizioni Eos–Libri d’Artista

Nanni Balestrini è un autore letterario, un artista visivo e uno sperimentatore delle relazioni tra parole, testi e immagini. Distintosi per lo sperimentalismo di tecniche sempre riconducibili al collage e all’incidenza del caso sul fare poetico. Poeta e romanziere, nato a Milano nel 1935,   vive tra Roma e Parigi.

Sin dagli anni sessanta ha partecipato ai movimenti più radicali nel campo dell’avanguardia letteraria. Membro del gruppo dei poeti Novissimi, è stato tra i fondatori del Gruppo 63; un movimento che riunì tra gli altri, autori come Edoardo Sanguineti, Alberto Arbasino, Giorgio Manganelli, Umberto Eco, all’insegna del desiderio di rinnovamento della cultura italiana.           Nel 1963 compone la prima poesia realizzata con un computer.

È autore, tra l’altro, del ciclo di poesie de Le ballate della…

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L’Icona Semmelweis. La mostra racconta la nascita a cavallo del XIX – XX sec. della figura del medico moderno

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Dopo il successo della mostra Mito e realtà. Le storie misteriose della cintura di castità, del gennaio del 2012, il Museo, Biblioteca ed Archivio di Storia della Medicina Ungherese torna a Roma con un’altra mostra intitolata L’Icona Semmelweis.  La mostra, organizzata in collaborazione con l’Accademia d’Ungheria in Roma, rievoca la figura e la scoperta di Ignác Semmelweis, noto medico ungherese.
La mostra, grazie ad un design insolito e moderno, presenta la nascita a cavallo del XIX – XX sec. della figura del medico moderno, disposto ad autosacrificarsi. L’attività del noto medico ungherese non viene esaminata solamente sotto il profilo storico-epistemologico: l’accento viene postato infatti sull’illustrazione del culto di Semmelweis.

Le raffigurazioni di Semmelweis, i documentari e i film a lui dedicati, le memorie provenienti dai secoli XIX-XX, la presentazione dei testi più caratteristici della letteratura storica e divulgativa, rievocano la tragicità della sua vita.
La mostra si interroga su come…

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Patrizia Stracchi. Le rose del deserto

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Una ragazza di colore che sbircia timidamente attraverso il tessuto di una tenda. Un’altra che danza liberamente coi capelli al vento. Una giovane donna africana che volge lo sguardo in una direzione indefinita. Una fanciulla dalla pelle scura che si copre con un velo ricamato mentre si prepara al rito nunziale.  Queste situazioni di vita che pongono al centro della scena giovani donne africane colte in alcuni momenti salienti della loro esistenza, sono state evocate nelle opere di una pittrice e scultrice romana, Patrizia Stracchi che, da oltre 10 anni, esprime le sue emozioni profonde utilizzando diverse tecniche artistiche: pittura, scultura e incisione.

I lavori che l’artista ha realizzato ispirandosi a questo mondo vengono svelati al pubblico, nell’esposizione Le rose del deserto.

Il ciclo, nel suo complesso, racconta, con intenso lirismo, la sofferta condizione della donna in questa terra antica, l’Africa, dominata ancora da forti contraddizioni sociali.
Da sempre amante…

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